martedì 2 dicembre 2008

La chick lit colpisce ancora

Avvertenza: questo post è stato incoraggiato da qualche ora di cazzeggio su Facebook

E' decisamente buffo quando, a distanza di alcuni mesi, ci si ritrova a scrivere più o meno lo stesso post (cavoli, persino l'episodio alla Feltrinelli di piazza Colonna, a Roma, è accaduto più o meno nello stesso identico modo, anche se questa volta non ero lì per ripararmi dalla pioggia ma ero passata a dare un'occhiata insieme al Ragazzo, in un tiepido e affollatissimo sabato pomeriggio). E' decisamente buffo, perché potrebbe significare che faccio sempre le stesse cose nella vita, e non mi pare un segnale troppo incoraggiante...

Comunque sia, veniamo al dunque: ho letto anche l'ultimo Kinsella in circolazione, Remember me? (Ti ricordi di me?), ed ora sono qui ad aspettare il prossimo, sperando che Sophie lo stia scrivendo e che il suo editore lo pubblichi presto. Perché è inutile: ad ogni romanzo dico che sarà l'ultimo (cascasse il mondo!!!), che le storie narrate sono praticamente tutte uguali (con la significativa eccezione di Sai tenere un segreto?, perché il primo chick lit della vita non si scorda mai...), che alla fin fine cambiano soltanto i nomi dei personaggi e che tutte quelle compere e firme e ambientazioni super-lusso sono assolutamente esagerate, inverosimili, superficiali ecc. ecc.... Poi, però, curiosamente, mi capita di ritrovarmi il volumetto tra le mani e non posso fare a meno di acquistarlo (e mi giustifico ogni volta davanti al tribunale del mio Super-Io riesumando la storia dell'inglese, e via discorrendo...).

Nel caso specifico di Ti ricordi di me? il livello mi è comunque sembrato un po' più alto sia rispetto alle avventure dell'irredimibile shopaholic Becky Bloomwood (con l'eccezione, forse, della prima puntata della serie) che rispetto a La regina della casa. Quest'ultimo, però, è l'unico romanzo della Kinsella che proprio non mi è piaciuto: sarà per l'ambientazione agreste, sarà per l'opacità della protagonista... Insomma, anche se troppo glamour mi indispettisce, devo ammettere che è proprio nella descrizione di un certo tipo di ambiente extra-lusso, extra-sofisticato e fondamentalmente un po' vuoto che l'autrice riesce a fare del suo meglio e a regalare alle sue lettrici alcuni momenti assolutamente esilaranti (e a questo punto mi viene da chiedere dove viva, la signora Wickham-Kinsella: forse in un loft o in una penthouse a Kensington???).

Tornando a Ti ricordi di me?: rispetto ad alcuni dei precedenti, c'è più storia e c'è persino un accenno di analisi psicologica, grazie alla trovata (non troppo originale, a dire il vero) dell'amnesia della protagonista, che si risveglia dopo un incidente stradale ricca, 'ritoccata', in carriera e con un marito milionario e bellissimo, e che inizialmente, non ricordando assolutamente nulla degli ultimi tre anni della sua vita, crede di essere una sorta di Cenerentola del XXI secolo. Solo che, ovviamente, non è tutto oro quello che luccica, e quindi la storia va avanti esattamente come deve andare, rispettando tutte le fasi dei romanzi della Kinsella: incidente o contrattempo iniziale, momento di (presunta) perfezione, parentesi di caos assoluto, redenzione (detto anche "la protagonista alla riscossa"), lieto fine immancabile (e assolutamente necessario: è esattamente quello il motivo per cui le persone stressate - tipo me... - divorano questo genere di romanzi. Qualsiasi cosa accada, tutto si sistemerà nel miglior modo possibile: che sollievo!).

Anche in questo romanzo non mancano i momenti da ridere, o alcuni personaggi un po' macchiette a fare da contorno: dal marito "da manuale" e "fascista della dieta", alla pseudo-amica-del-cuore pettegola; dalla sorellina teenager e un po' eccentrica, al collega rivale e concorrente (perché c'è sempre un 'cattivo' da dover 'combattere'). Insomma, se non siete in vena di affrontare questioni problematiche o dilemmi, avete voglia di distendervi e distrarvi un po', vi va di fantasticare di una Londra patinata e da rivista e di splendidi e costosissimi vestiti, ecco, questo è il libro giusto. Dei massimi sistemi ci occuperemo un'altra volta.

Chiudo e resto in attesa di un nuovo romanzo: nel caso, aspettatevi un terzo post...

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