lunedì 9 novembre 2009

Good Bye, Lenin!

Oggi si celebra il ventesimo anniversario deella caduta del Muro di Berlino, e a me è tornato in mente Good Bye, Lenin!, un film tedesco del 2003 ambientato tra il 1989 e il 1990. La pellicola racconta la storia di un'attivista della DDR caduta in coma per via di un attacco di cuore poco prima del 9 novembre 1989, e quindi inconsapevole degli eventi che stanno cambiando la storia del suo paese. Al suo risveglio, a distanza di alcuni mesi, e per evitarle uno shock che potrebbe risultarle fatale, il figlio Alex finge che la Germania Est sia ancora in piedi, e cerca in tutti i modi di ricostruirle intorno un mondo pre-caduta del Muro, con tanto di telegiornale nazionale socialista.

Il film è nello stesso tempo tenero, malinconico e divertente, e mostra sia la facilità di adattamento dei giovani alla nuova realtà che le contraddizioni e le lacerazioni che la presenza del Muro ha generato nelle esistenze e nella quotidianità dei berlinesi dell'Est. Alcune scene sono decisamente buffe - basti pensare all'invenzione della "Coca-Cola socialista"- mentre è particolarmente toccante la sequenza in cui la madre di Alex "scopre" la nuova Germania riunificata. Purtroppo ho trovato solo un trailer in tedesco con i sottotitoli in inglese, dovrete accontentarvi!

venerdì 6 novembre 2009

Got it?



Dalla serie americana 30 Rock (la serie televisiva comica che vede protagonista Tina Fey, che qualche tempo fa abbiamo apprezzato per la sua esilarante - e molto somigliante - imitazione di Sarah Palin) un'idea per il costume da indossare ad Halloween: perché non vestirsi da "senatore italiano"?

giovedì 5 novembre 2009

A Natale puoi

Penserete che sia un po' presto per un post natalizio. Eppure, stando al catalogo di accessori, decorazioni e idee regalo che mi è appena stato recapitato, sembrerebbe proprio di no. E comunque, resta il fatto che, se si vuole preparare ogni cosa con cura, e non ritrovarsi a dover fare tutto il pomeriggio del 24 dicembre, con la sensazione persistente di aver dimenticato qualcosa di fondamentale e ripetendo a se stessi che il prossimo anno si cambierà registro, può risultare utile iniziare a pensare a regali e regalini con un discreto anticipo. Specie se le feste natalizie tendono a deprimervi o se siete dei piccoli Scrooge pre-redenzione.

Ma torniamo al catalogo di cui sopra. L'ho sfogliato per qualche minuto e devo dire che l'ho trovato a suo modo molto originale. Oltre a cosine piuttosto curiose (tipo il mini abito natalizio in poliestere da indossare a Capodanno, in luoghi iper-riscaldati, suppongo, data la scollatura, o un indefinibile porta-banana in plastica per mantenere il vostro frutto integro in vista del prossimo spuntino - immaginando che tutti girino con delle banane nella borsa o nello zaino) mi sono imbattuta in un oggetto di uso molto quotidiano declinato in tutti i modi possibili, immaginabili e persino inimmaginabili (nel senso che io non ci avrei mai pensato): la carta igienica.

Ora, non voglio fare la Littizzetto della situazione e stare a ripetere l'aneddoto di Britney Spears e dei 2500 dollari mensili spesi in carta igienica griffata Louis Vuitton, ma qualcuno potrebbe spiegarmi qual è il senso profondo del rotolo di carta igienica recante una delle seguenti decorazioni: 1. abeti natalizi riccamente addobbati; 2. babbi natale (in primo piano, a figura intera o seduti su un WC, a seconda dei casi); 3. stelle dorate e/o palline colorate; 4. schemi per il sudoku? (ok, il sudoku non è prettamente natalizio, ma l'idea di metterlo sulla carta igienica - e, soprattutto, l'idea che qualcuno possa dedicarsi a risolverlo mentre è in bagno - mi dà comunque da pensare). Per non parlare poi del porta-rotoli natalizio ispirato al vestito e agli stivali di Babbo Natale o degli stampini per biscotti a forma di Gesù Bambino, Madonna, San Giuseppe, Re Magi ed altri personaggi del presepe, ad uso e consumo dei duri e puri delle feste.

Non vorrei trarre conclusioni affrettate o lanciarmi nella logora e abusata tiritera sul consumismo, né fare del prevedibile moralismo o chiamare in causa lo spirito del tempo e altre menate sociologico-filosofiche. Ma, ecco, non avete l'impressione che si stia un pochino esagerando?

mercoledì 4 novembre 2009

Appello

Cercasi disperatamente un'anima di buona volontà che spieghi una volta per tutte ai nostri politici e ai nostri giornalisti (e a tutti quelli che hanno le idee un po' confuse) che la Corte europea dei diritti dell'uomo non è un'istituzione dell'Unione Europea (e, già che ci siamo, anche che il Consiglio d'Europa non va confuso con il Consiglio europeo né con il Consiglio dell'Unione Europea).

Un buon glossario delle istituzioni europee (comprese alcune di quelle che non fanno capo alla UE) si trova qui.

martedì 3 novembre 2009

No, non era quello dei jeans

Un anno fa il blog aveva festeggiato i 100 anni del prof. Claude Lévi-Strauss, filosofo, etnologo e antropologo di fama mondiale. Lo scorso week-end, Lévi-Strauss è morto, a poche settimane dal suo 101esimo compleanno - lo ha reso noto oggi l'Ecole des hautes études en sciences sociales.

lunedì 2 novembre 2009

Lo scarabeo di Wittgenstein

(...) la sperimentazione mentale riguarda l'immaginazione, e ne sfrutta il potere anarchico, al servizio dell'intelletto.

Tornare alla filosofia, in assenza di implicazioni/complicazioni lavorative, fa sempre un certo piacere: è un po' come tornare a casa di mamma e papà per le vacanze di Natale (e, ovviamente, senza portarsi del lavoro dietro, altrimenti non vale). E Lo scarabeo di Wittgenstein e altri classici esperimenti mentali di Martin Cohen (editore del The Philosopher) è un modo gradevolmente soft per rientrare temporaneamente all'ovile, dato che si concentra su uno degli aspetti più fantasiosi (ma non per questo meno significativi o rigorosi) della storia della filosofia: gli esperimenti mentali.

Cohen interpreta il concetto di "esperimento mentale" in senso piuttosto ampio, prendendo in considerazione anche le sue formulazioni ante litteram: dai paradossi di Zenone (avrete sentito parlare della gara di piè-veloce-Achille con la tartaruga...) al mito della caverna di Platone, fino ad arrivare ai giorni nostri e a formulazioni e dibattiti sempre più complessi e intricati. Il risultato è un interessante repertorio di 26 esperimenti mentali, più o meno noti, di cui vengono offerte una breve esposizione e una spiegazione che ne evidenzia eventuali debolezze e punti di forza. Gli esempi sono preceduti da un'introduzione che inquadra storicamente fortune e sfortune, sostenitori e detrattori di questa particolarissima tradizione filosofica e sono seguiti da quella che potremmo definire una "mini-guida al laboratorio mentale", ad uso e consumo di aspiranti sperimentatori. Il tutto in un linguaggio non eccessivamente tecnico, ma fluido e talvolta persino ironico (segno che la filosofia può anche essere spiritosa).

Tra gli autori di esperimenti mentali troviamo Bertrand Russell, generalmente conosciuto per il paradosso del barbiere, e che, oltre ad occuparsi di filosofia e matematica, è stato anche un apprezzabile divulgatore scientifico (se vi capita, leggetelo, è molto gradevole). Russell viene citato da Cohen per aver preso in prestito da Tommaso d'Aquino il problema del "cannibale cattolico". Vale a dire: cosa accadrà nel giorno del giudizio (e della risurrezione dei corpi) ad un cannibale figlio di cannibali che si sia sempre e solo nutrito di carne umana? Quale corpo gli sarà restituito, visto che ogni particella che lo compone deriva da corpi altrui? E quale corpo sarà invece restituito alle sue vittime? Un buon rompicapo, che di certo ha divertito, e molto, un agnostico come Russell. Oltretutto, andando fuori tema, mi piace ricordare che Russell è lo stesso che criticava il pensiero induttivo ricorrendo all'esempio del pollo, che ogni giorno si aspetta di essere nutrito, anche nel giorno in cui il contadino ha deciso di servirlo per cena.

Nel volume troviamo anche il discusso caso del "violinista inconscio", elaborato da Judith Jarvis Thomson per affrontare il tema dell'aborto e affermare che la donna è l'unica autorità che può decidere se garantire o meno il supporto vitale, non avendo il dovere assoluto di "mantenere" un altro. O quello della "nave di Salviati", esposto da Galileo Galilei nella seconda giornata del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo per spiegare come sia possibile che gli uomini non si accorgano di vivere su una sfera che ruota intorno al proprio asse nello spazio. O, infine, lo "scarabeo" (o coleottero, a seconda della traduzione) di Ludwig Wittgenstein, da cui il volume prende nome. Si tratta di un esperimento mentale per il quale tutti gli uomini sono dotati di una scatolina chiusa, in cui c'è uno scarabeo che solo il possessore della scatolina può vedere. Dato che tutti associano il termine "scarabeo" alla creatura che hanno nelle rispettive scatole, senza poter vedere cosa c'è nelle scatole altrui, potrebbe anche accadere che allo stesso nome siano associati, da persone diverse, insetti o animali diversi. Ciò implicherebbe che alla medesima parola si possono attribuire più significati, e che quindi non c'è un nesso stabile tra la parola e il concetto.

Cohen cita anche uno dei principali sperimentatori del laboratorio mentale, Albert Einstein, così come David Hume, Isaac Newton, Ernst Mach... Insomma, vale la pena di dare un'occhiata, tanto più che il volume si presta sia ad una lettura ordinata, dall'inizio alla fine, che ad una lettura non lineare e persino cursoria, che consente a ciascuno di spulciare, di volta in volta, l'argomento che preferisce.

venerdì 30 ottobre 2009

This is Halloween



Credo che sia il periodo dell'anno giusto per rievocare The Nightmare before Christmas (1993), una delle storie migliori che la fervida immaginazione di Tim Burton abbia prodotto. Per chi non lo sapesse, le musiche sono di Danny Elfman, che lavora spesso in tandem con Burton e che ha composto il tema principale delle colonne sonore di numerosi film e telefilm, tra cui i Simpsons e Desperate Housewives.

martedì 27 ottobre 2009

Giochi ecosostenibili

[confesso che la bambina che è in me si è divertita moltissimo a condurre questa piccola ricerca]

È possibile abbinare l'acquisto di un giocattolo per il proprio bambino a criteri quali la sostenibilità ambientale e l'efficienza energetica? A prima vista, sembrerebbe un'impresa ardua: la vita di un giocattolo è generalmente breve, e molti sono destinati ad essere usati appena due o tre volte, per poi essere abbandonati e dimenticati. Eppure, ci sono alcuni giochi che hanno una maggiore durata... (continua su greenMe.it)