venerdì 20 novembre 2009

Angels



Dal primo album da solista di Robbie Williams, Life Thru a Lens (1997), una delle ballate più belle prodotte dal pop britannico (e dallo stesso Williams, anche se il suo album migliore, secondo me, è il secondo, I've been expecting you, del 1998).

mercoledì 18 novembre 2009

Spooks


In Inghilterra è da poco iniziata l'ottava stagione di Spooks, la longeva serie televisiva targata BBC che racconta le mirabolanti avventure (è proprio il caso di dirlo...) di una sezione dell'MI5, l'agenzia britannica per la sicurezza nazionale, l'antiterrorismo e il controspionaggio.

Le vicende delle spie (del cast della prima stagione è rimasto soltanto il capo della sezione, Harry Pearce - Peter Firth; molti degli altri personaggi sono stati uccisi, nella finzione, in sanguinose azioni "di guerra" contro criminali, mitomani e terroristi vari) sono molto complesse. Ogni puntata ruota intorno ad un evento particolare, che sia una bomba da disinnescare, un testimone da proteggere o un traffico di armi da scoprire, ed è caratterizzata da frequenti ed intricatissimi colpi di scena, per cui lo spettatore rimane con il fiato sospeso fino all'ultima scena. Gli episodi di ogni stagione (generalmente 8, secondo la consuetudine delle miniserie britanniche, che durano solo tre o quattro mesi) sono inoltre collegati da un filo rosso, in modo da formare un discorso il più possibile unitario. E difatti l'impressione è di un prodotto televisivo compatto e coerente, in cui è difficilissimo distinguere i buoni dai cattivi (dato anche il discreto numero di doppiogiochisti...). Sullo sfondo, per completare il quadro, c'è la Londra moderna e affollata dei dintorni del London Bridge (oltre a luoghi sensibili come metropolitane e stazioni ferroviarie, che non mancano davvero mai).

Personalmente non avrei mai immaginato di poter seguire un telefilm del genere, eppure vi assicuro che merita, ed è è un peccato che non sia tradotto in italiano. Anche perché i dialoghi spesso sono rapidissimi, quasi in codice e pieni di sottintesi, e lo spettatore non anglofono fa molta molta fatica. Un'ultima cosa: se siete appassionati di adattamenti BBC, tenete presente che Spooks ha lanciato o comunque ha visto come protagonisti numerosi eroi ed eroine delle miniserie in costume, da Matthew MacFadyen (Little Dorrit, oltre al Pride and Prejudice cinematografico del 2005) a Rupert Penry-Jones (Persuasion) a Richard Armitage (North and South).

lunedì 16 novembre 2009

Mattatoio n. 5

Già allora io avrei dovuto essere occupato a scrivere un libro su Dresda. A quell'epoca non era ancora diventato famoso, in America, quel bombardamento. Pochi americani sapevano che era stato peggio, ad esempio, di Hiroshima. Non lo sapevo neanch'io.

Billy Pilgrim sostiene di essere in grado di viaggiare nel tempo. Per lui la vita non è un percorso lineare con un inizio e una fine, ma un insieme di attimi, ciascuno dei quali è eterno e può essere eternamente vissuto. Non si nasce e non si muore mai: semplicemente, si è.

Questa originale filosofia del tempo Billy l'ha appresa dai Tralfamadoriani, gli evoluti extraterrestri che una notte, alla fine degli anni Cinquanta, lo hanno rapito per rinchiuderlo in uno zoo sul loro pianeta, in un habitat ricostruito appositamente per ospitare un terrestre. Da allora Billy non fa che viaggiare da quel luogo remoto alla Terra, ripercorrendo in ordine sparso i diversi momenti della propria vita: da un'infanzia troppo breve ad una giovinezza segnata dalla II Guerra Mondiale e ad un'età adulta vissuta da ottico benestante e padre di famiglia nella provincia americana.

Non sembrerebbe, eppure Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, pubblicato per la prima volta nel 1969, è un romanzo sulla guerra. O meglio, su uno dei capitoli più sanguinosi della II Guerra Mondiale: il bombardamento di Dresda ad opera delle forze alleate che, nel febbraio 1945, uccise decine di migliaia di persone, radendo al suolo il 90% della città tedesca. Un episodio controverso, da molti considerato del tutto ingiustificato dal punto di vista strategico e, di conseguenza, equiparabile ad un crimine di guerra. Di fatto, la distruzione di Dresda è il cuore del romanzo, il perno intorno a cui ruota tutta la surreale vicenda biografica di Billy Pilgrim (un vero "pellegrino del tempo", potremmo dire, sospeso tra storia e fantascienza).

Muovendosi tra grottesco, paradossi ed ironia, Vonnegut ripercorre la propria personale esperienza di prigioniero americano in mano ai tedeschi e di testimone oculare della distruzione della città. Il suo racconto, visionario, apparentemente leggero e quasi infantile, ha uno stile da parabola evangelica, segnato com'è da formule che tendono a ripetersi (ad esempio, il fatalista "Così va la vita", che scandisce e in un certo senso "normalizza" tutti gli episodi più tragici, come per evitare di indugiare sul dolore) e dall'assoluta semplicità e schiettezza del personaggio principale, che forse è un mitomane, o più probabilmente è impazzito a causa della guerra, o magari ha ragione, e viaggia davvero nel tempo, e davvero ha conosciuto i Tralfamadoriani. Il risultato è un romanzo un po' folle, come folle è la distruzione di cui l'autore e, attraverso i suoi ricordi, il suo protagonista sono stati testimoni.

venerdì 13 novembre 2009

E' non è



Da La cura del tempo (2003), il quarto album di Niccolò Fabi, una delle canzoni più belle che il cantautore romano abbia composto (ovviamente, questa è un'opinione personale).

giovedì 12 novembre 2009

E ancora...

...questa settimana ho imparato tante cosine molto interessanti su 1) particolari pavimenti che generano energia elettrica (grazie a delle ingegnose mattonelle che si caricano se calpestate, un'idea che mi è davvero piaciuta molto) e su 2) come spostarsi e viaggiare in modo sostenibile.

martedì 10 novembre 2009

Per fare il punto

Negli ultimi dieci giorni mi sono occupata di:

- mini-giardini domestici (anche se il passaggio dalla teoria alla pratica mi lascia un po' perplessa);
- "letti da sogno" griffati;
- viaggi d'altri tempi in compagnia di un simpatico asino iper-tecnologico;
- dispositivi per produrre energia eolica sul tetto di casa;
- l'adesione del Gruppo Gucci alla campagna in difesa delle foreste pluviali indonesiane;
- Las Vegas ed edilizia sostenibile (sarà mai possibile???).

lunedì 9 novembre 2009

Good Bye, Lenin!

Oggi si celebra il ventesimo anniversario deella caduta del Muro di Berlino, e a me è tornato in mente Good Bye, Lenin!, un film tedesco del 2003 ambientato tra il 1989 e il 1990. La pellicola racconta la storia di un'attivista della DDR caduta in coma per via di un attacco di cuore poco prima del 9 novembre 1989, e quindi inconsapevole degli eventi che stanno cambiando la storia del suo paese. Al suo risveglio, a distanza di alcuni mesi, e per evitarle uno shock che potrebbe risultarle fatale, il figlio Alex finge che la Germania Est sia ancora in piedi, e cerca in tutti i modi di ricostruirle intorno un mondo pre-caduta del Muro, con tanto di telegiornale nazionale socialista.

Il film è nello stesso tempo tenero, malinconico e divertente, e mostra sia la facilità di adattamento dei giovani alla nuova realtà che le contraddizioni e le lacerazioni che la presenza del Muro ha generato nelle esistenze e nella quotidianità dei berlinesi dell'Est. Alcune scene sono decisamente buffe - basti pensare all'invenzione della "Coca-Cola socialista"- mentre è particolarmente toccante la sequenza in cui la madre di Alex "scopre" la nuova Germania riunificata. Purtroppo ho trovato solo un trailer in tedesco con i sottotitoli in inglese, dovrete accontentarvi!

venerdì 6 novembre 2009

Got it?



Dalla serie americana 30 Rock (la serie televisiva comica che vede protagonista Tina Fey, che qualche tempo fa abbiamo apprezzato per la sua esilarante - e molto somigliante - imitazione di Sarah Palin) un'idea per il costume da indossare ad Halloween: perché non vestirsi da "senatore italiano"?

giovedì 5 novembre 2009

A Natale puoi

Penserete che sia un po' presto per un post natalizio. Eppure, stando al catalogo di accessori, decorazioni e idee regalo che mi è appena stato recapitato, sembrerebbe proprio di no. E comunque, resta il fatto che, se si vuole preparare ogni cosa con cura, e non ritrovarsi a dover fare tutto il pomeriggio del 24 dicembre, con la sensazione persistente di aver dimenticato qualcosa di fondamentale e ripetendo a se stessi che il prossimo anno si cambierà registro, può risultare utile iniziare a pensare a regali e regalini con un discreto anticipo. Specie se le feste natalizie tendono a deprimervi o se siete dei piccoli Scrooge pre-redenzione.

Ma torniamo al catalogo di cui sopra. L'ho sfogliato per qualche minuto e devo dire che l'ho trovato a suo modo molto originale. Oltre a cosine piuttosto curiose (tipo il mini abito natalizio in poliestere da indossare a Capodanno, in luoghi iper-riscaldati, suppongo, data la scollatura, o un indefinibile porta-banana in plastica per mantenere il vostro frutto integro in vista del prossimo spuntino - immaginando che tutti girino con delle banane nella borsa o nello zaino) mi sono imbattuta in un oggetto di uso molto quotidiano declinato in tutti i modi possibili, immaginabili e persino inimmaginabili (nel senso che io non ci avrei mai pensato): la carta igienica.

Ora, non voglio fare la Littizzetto della situazione e stare a ripetere l'aneddoto di Britney Spears e dei 2500 dollari mensili spesi in carta igienica griffata Louis Vuitton, ma qualcuno potrebbe spiegarmi qual è il senso profondo del rotolo di carta igienica recante una delle seguenti decorazioni: 1. abeti natalizi riccamente addobbati; 2. babbi natale (in primo piano, a figura intera o seduti su un WC, a seconda dei casi); 3. stelle dorate e/o palline colorate; 4. schemi per il sudoku? (ok, il sudoku non è prettamente natalizio, ma l'idea di metterlo sulla carta igienica - e, soprattutto, l'idea che qualcuno possa dedicarsi a risolverlo mentre è in bagno - mi dà comunque da pensare). Per non parlare poi del porta-rotoli natalizio ispirato al vestito e agli stivali di Babbo Natale o degli stampini per biscotti a forma di Gesù Bambino, Madonna, San Giuseppe, Re Magi ed altri personaggi del presepe, ad uso e consumo dei duri e puri delle feste.

Non vorrei trarre conclusioni affrettate o lanciarmi nella logora e abusata tiritera sul consumismo, né fare del prevedibile moralismo o chiamare in causa lo spirito del tempo e altre menate sociologico-filosofiche. Ma, ecco, non avete l'impressione che si stia un pochino esagerando?

mercoledì 4 novembre 2009

Appello

Cercasi disperatamente un'anima di buona volontà che spieghi una volta per tutte ai nostri politici e ai nostri giornalisti (e a tutti quelli che hanno le idee un po' confuse) che la Corte europea dei diritti dell'uomo non è un'istituzione dell'Unione Europea (e, già che ci siamo, anche che il Consiglio d'Europa non va confuso con il Consiglio europeo né con il Consiglio dell'Unione Europea).

Un buon glossario delle istituzioni europee (comprese alcune di quelle che non fanno capo alla UE) si trova qui.